{"id":71,"date":"2025-11-20T23:25:50","date_gmt":"2025-11-20T22:25:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sviluppanto.it\/diocesivelletrisegni\/?page_id=71"},"modified":"2025-11-20T23:31:28","modified_gmt":"2025-11-20T22:31:28","slug":"patroni-della-diocesi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.sviluppanto.it\/diocesivelletrisegni\/patroni-della-diocesi\/","title":{"rendered":"Patroni della diocesi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l&#8217;unione delle due diocesi di Velletri e di Segni, la nuova comunit\u00e0 ecclesiale scelse di riconoscersi nel patrocinio dei santi patroni che per secoli hanno accompagnato la vita e la devozione delle due Chiese locali: San Clemente, San Bruno di Segni e la vergine Maria, salutata con il titolo di Madonna delle Grazie.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La Madonna delle Grazie<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;icona della Madonna delle Grazie \u00e8 collocata nell&#8217;omonima cappella-santuario che si apre lungo la navata sinistra della cattedrale di San Clemente. Le notizie relative alle origini di questa immagine sacra risultano esigue; tuttavia, alcuni studiosi ne attribuiscono la donazione a Giovanni II, vescovo di Velletri, nell&#8217;anno 732. Altri, invece, suggeriscono una provenienza dalla citt\u00e0 di Costantinopoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due sono le solennit\u00e0 dedicate alla Madonna delle Grazie di questo santuario. La Festa principale \u00e8 stata istituita a partire dal 1613 e ricorre la prima domenica di maggio, preceduta da una processione nella giornata di vigilia. In seguito al terremoto del 26 agosto 1807, si stabil\u00ec la consuetudine di celebrare la Festa del Patrocinio come commemorazione dello scampato pericolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diversi pontefici hanno reso omaggio alla sacra immagine, tra cui Pio IX, che nutriva per essa una devozione particolarmente sentita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;immagine fu inoltre coinvolta in un episodio in cui il brigante Cencio Vendetta tent\u00f2 di usarla per ottenere la grazia dal Pontefice, la quale gli fu negata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il secondo conflitto mondiale, l&#8217;icona venne rimossa dal santuario e trov\u00f2 ospitalit\u00e0 nella chiesa del Ges\u00f9 a Roma, dove rimase fino al settembre del 1944.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, il 26 agosto 1949, in seguito a una <em>peregrinatio<\/em> che coinvolse l&#8217;intera diocesi (che all&#8217;epoca estendeva la sua giurisdizione all&#8217;intero Agro Pontino), la Madonna delle Grazie fu proclamata patrona della diocesi dal cardinale Clemente Micara, allora vescovo di Velletri.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Festa<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima domenica di maggio e il 26 agosto.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">San Clemente romano<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risuonava ancora al suo orecchio la predicazione degli Apostoli. Cos\u00ec nel II secolo sant\u2019Ireneo parla di Clemente, terzo successore di Pietro dopo Lino e Anacleto, e forse in giovent\u00f9 collaboratore di Paolo. Ma di lui una sola cosa \u00e8 certa: la profonda conoscenza (rivelata negli scritti) della Scrittura e anche dei testi ebraici e non canonici. Si ritiene perci\u00f2 che sia venuto al cristianesimo dall\u2019ebraismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sappiamo che il suo pontificato dura nove anni, sotto gli imperatori Domiziano, Nerva e Traiano. Ma il suo posto \u00e8 grande nella vita della Chiesa, che lo venera come uno dei \u201cPadri apostolici\u201d, per la lettera alla comunit\u00e0 di Corinto, dove i pastori sono stati destituiti da giovani cristiani turbolenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Clemente non interviene finch\u00e9 dura la persecuzione ordinata da Domiziano nell\u2019Impero. Tornata la pace, al tempo di Nerva, eccolo inviare a Corinto una lettera scritta da lui ma presentata come voce della Chiesa di Roma, cosciente della sua autorit\u00e0 e responsabilit\u00e0. Essa ricorda l\u2019origine divina dell\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica e le norme per la successione apostolica; condanna l\u2019espulsione dei presbiteri di Corinto e disegna un\u2019immagine dell\u2019intera comunit\u00e0 cristiana come modello di fraternit\u00e0. Infine, sebbene Clemente scriva dopo la persecuzione, rammenta con serenit\u00e0 il dovere dell\u2019obbedienza ai pr\u00ecncipi nelle cose terrene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lettera, detta poi Prima Clementis, afferma dopo i testi degli Apostoli l\u2019autorit\u00e0 dei vescovi sui fedeli e il primato della Chiesa di Roma sulle altre. Sar\u00e0 infatti definita \u201cEpifania (cio\u00e8 manifestazione) del primato romano\u201d. Un documento che si diffonde in tutta la cristianit\u00e0 antica, e che resta valido in ogni tempo. La voce di Clemente parla &#8220;con una gravit\u00e0 saggia, paterna, cosciente delle proprie responsabilit\u00e0, ferma nelle esigenze e al tempo stesso indulgente nei suoi rimproveri&#8221; (G. Lebreton). Ancora 70 anni dopo, a Corinto, il documento viene letto pubblicamente nelle riunioni eucaristiche domenicali, insieme alle Scritture.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poco si sa degli ultimi anni di Clemente. Secondo una tradizione del IV secolo, sarebbe stato affogato con un\u2019ancora al collo in Crimea, suo luogo d\u2019esilio, per ordine di Nerva. Ma gli Atti relativi sono giudicati leggendari. D\u2019altra parte lo storico Eusebio di Cesarea e san Girolamo concordemente dicono che Clemente muore nel 101, e non parlano affatto di esilio e di martirio.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Festa<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">23 novembre.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">San Bruno di Segni<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bruno nacque a Solero, all&#8217;epoca diocesi di Asti, tra il 1045 ed il 1049; inizi\u00f2 la sua formazione religiosa con i monaci martiniani presso il locale cenobio di S. Perpetuo e prosegu\u00ec gli studi a Bologna dove esisteva una Scuola di Grammatica e Retorica, conseguendo il titolo di dottore. Chiamato a Siena dal vescovo Rodolfo per insegnare teologia, fu nominato canonico della cattedrale e vi rimase sino al 1076 quando segu\u00ec il cardinale Pietro Igneo che lo introdusse alla corte papale dove fu notato da Gregorio VII per la sua preparazione teologica e per la sua eloquenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1079 il papa lo consacr\u00f2 vescovo della sede di Segni ed in questa veste ebbe modo di collaborare da vicino con quattro papi. Fu pi\u00f9 volte nominato legato pontificio in Francia e nell&#8217;Italia meridionale; combatt\u00e9 strenuamente la simonia ed il nicolaismo nel burrascoso periodo della lotta per le investiture. La sua vocazione per lo studio delle Sacre scritture lo port\u00f2 a scegliere la vita monastica e nel 1102 si ritir\u00f2 a Montecassino dove nel 1107 fu eletto abate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1111 fu costretto a lasciare Montecassino a causa dei suoi dissidi con papa Pasquale II che aveva concesso a Enrico V il diritto alle investiture dei vescovi germanici. Tornato alla sua missione pastorale a Segni, lasci\u00f2 la vita terrena per quella celeste il 18 luglio 1123.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1183 (o 1181 secondo alcuni storici) Lucio III lo elev\u00f2 agli onori degli altari nella sua cattedrale dove \u00e8 custodito il suo cranio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">San Bruno \u00e8 ricordato soprattutto per aver confutato definitivamente, con il monaco Alberico, l&#8217;eresia di Berengario di Tours che negava la reale presenza di Cristo nell&#8217;Eucaristia, durante il sinodo romano del 1079 ed in questa veste \u00e8 raffigurato sulla pala d&#8217;altare del &#8220;Concivium Patronus&#8221; nella collegiata di Solero, ma gli studiosi tengono in grandissima considerazione le sue opere e la sua figura di esegeta delle Sacre scritture.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">San Bruno scrisse commentari sul Pentateuco, sui Salmi, sul Cantico dei Cantici, su Isaia e numerose omelie sui Vangeli.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Festa<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">18 luglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;unione delle due diocesi di Velletri e di Segni, la nuova comunit\u00e0 ecclesiale scelse di riconoscersi nel patrocinio dei santi patroni che per secoli hanno accompagnato la vita e la devozione delle due Chiese locali: San Clemente, San Bruno di Segni e la vergine Maria, salutata con il titolo di Madonna delle Grazie. La [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":73,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"class_list":["post-71","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sviluppanto.it\/diocesivelletrisegni\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/71","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sviluppanto.it\/diocesivelletrisegni\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sviluppanto.it\/diocesivelletrisegni\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sviluppanto.it\/diocesivelletrisegni\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sviluppanto.it\/diocesivelletrisegni\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sviluppanto.it\/diocesivelletrisegni\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/71\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sviluppanto.it\/diocesivelletrisegni\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sviluppanto.it\/diocesivelletrisegni\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}